SEGREGAZIONE SPAZIALE NELLE SOCIETÀ OCCIDENTALI CONTEMPORANEE

  • Claudia Chirianni

Abstract

Nel 1969 l’economista Schelling sviluppò un modello di simulazione della segregazione dove dimostrò come essa potrebbe emergere come fenomeno collettivo di scelte discriminatorie individuali. Questo modello, e i suoi sviluppi successivi, porta alla luce due questioni chiave: 1) la segregazione è un fenomeno locale piuttosto che globale; 2) ciò che previene che la segregazione avvenga a grande scala è che essa si manifesta prima ad una scala più piccola. Questa tendenza all’auto-segregazione è riconoscibile nelle nostre città, sia nella comunità delle popolazioni migranti sia negli abitanti originali, risultando spesso in questo caso in varie forme di associazionismo residenziale. Si può quindi affermare che, entro certi limiti, la segregazione rafforza l’idea della comunità opposta al fenomeno di disintegrazione sociale che caratterizza grandi centri urbani.

 

Parole chiave: città, segregazione, modello Schelling

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Pubblicato
2015-12-31
Come citare
Chirianni, C. (2015). SEGREGAZIONE SPAZIALE NELLE SOCIETÀ OCCIDENTALI CONTEMPORANEE. BDC. Bollettino Del Centro Calza Bini, 15(2), 359-369. https://doi.org/10.6092/2284-4732/4068