Di madre in figlia. La malattia cronica in eredità: ferite del corpo e pratiche narrative.

Parole chiave: corpo, malattia, antropologia medica, narrazione, genere

Abstract

L’articolo riflette, nell’ambito della prospettiva dell’antropologia medica e con riferimento a una precisa storia al femminile, raccolta sul campo, un contesto sanitario, sull’esperienza vissuta della malattia cronica come ferita del corpo e sulle potenzialità trasformative del processo di narrazione della malattia stessa. Si tratta del racconto di una donna di trentotto anni, diabetica dall’infanzia, in merito all’esperienza della nuova diagnosi di diabete anche in sua figlia adolescente, narrato durante la degenza ospedaliera. Dalla storia appare chiaro che la malattia organica comporta nella persona una riorganizzazione dell’immagine di sé, del mondo e delle relazioni e si evidenzia come il processo narrativo può favorire una creativa elaborazione dell’esperienza.

 

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Biografia dell'Autore

Eugenio Zito, Università degli Studi di Napoli Federico II

Dottore di ricerca in Studi di Genere, antropologo, psicologo e psicoterapeuta, è professore a contratto in Discipline Demo-Etno-Antropologiche (M-DEA/01) presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. È stato visiting researcher presso l’Escuela Nacional de Antropologia e Historia (E.N.A.H.) a Città del Messico ed è membro ordinario della European Association of Social Anthropologists (EASA) e dell’Associazione Italiana di Psicologia (AIP). È autore di saggi e articoli, curatore di volumi, sui temi del genere, della corporeità, subalternità e storia culturale, sul versante antropologico in contesti socioculturali e della malattia cronica in età evolutiva all’interno di contesti clinici. 

Pubblicato
2016-08-19
Come citare
Zito, E. (2016). Di madre in figlia. La malattia cronica in eredità: ferite del corpo e pratiche narrative. La Camera Blu. Rivista Di Studi Di Genere, (14). https://doi.org/10.6092/1827-9198/3892
Sezione
Materiali