La camera blu. Rivista di studi di genere http://www.tema.unina.it/index.php/camerablu <p>La versione digitale de "La camera blu" prosegue l’attività della omonima rivista in formato cartaceo nata nel 2006 dalla ricerca, dalle esperienze didattiche e dalla fitta rete di relazioni scientifiche internazionali promosse dal Dottorato in Studi di Genere dell’Università di Napoli Federico II.<br>La rivista si propone di dare spazio ai temi più stimolanti e innovativi emersi nell’ambito degli studi di genere in una prospettiva multidisciplinare, mettendo a confronto, intorno al tema monografico di ciascun numero, studi filosofici, letterari, psicologici, socio-antropologici e storici. Sezioni specifiche sono dedicate al pensiero e ai movimenti femministi postcoloniali e alle esperienze di formazione ispirate agli studi di genere.</p> Centro di Ateneo per le Biblioteche dell'Università di Napoli 'Federico II' it-IT La camera blu. Rivista di studi di genere 1827-9198 <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nd/3.0/" rel="license"><img style="border-width: 0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nd/3.0/88x31.png" alt="Licenza Creative Commons" /></a><br />Questa opera è distribuita con <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nd/3.0/" rel="license">licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 4.0 Unported</a>. Introduzione al numero "Gender visions" http://www.tema.unina.it/index.php/camerablu/article/view/6037 Gender visions affronta temi del dibattito scientifico attuale sulla salute delle donne, e sulla organizzazione dei servizi di contrasto alla violenza di genere domestica. La differenza sessuale come chiave di lettura del mondo e la gestione dei sentimenti nella vita delle donne e il loro ruolo nella scuola italiana a cavallo del primo novecento sono ulteriori contributi. Vengono infine esaminati stereotipi culturali post coloniali delle famiglie nere’ di classe media nella letteratura e nel cinema. Caterina Arcidiacono ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2018-12-13 2018-12-13 19 10.6092/1827-9198/6037 Il ruolo del genere nel lavoro con gli uomini autori di violenza: Affetti e rappresentazioni dei professionisti della salute http://www.tema.unina.it/index.php/camerablu/article/view/6023 Il lavoro di contrasto alla violenza maschile contro le donne ha recentemente spostato il proprio focus dalla donna vittima di violenza all’uomo maltrattante. Questo cambio di paradigma ha portato all’implementazione di programmi di trattamento rivolti agli autori di violenza e all’impegno di professionisti uomini nel contrasto alla violenza. Il presente studio ha l’obiettivo di esplorare gli affetti e le rappresentazioni di 7 professionisti della salute (3 uomini e 4 donne) che si occupano di trattare uomini autori di violenza, con un focus specifico sul genere di appartenenza. L’analisi semiotica quali-quantitativa applicata alle interviste semi-strutturate analizzate tramite il software T-LAB ha consentito di individuare la presenza di 5 cluster: 1) Riconoscimento delle emozioni; 2) Posizionamento di genere; 3) Competenze lavorative; 4) Percezione del rapporto tra i generi; e 5) Rapporto con il lavoro. I risultati sembrano confermare che il genere di appartenenza degli operatori giochi un ruolo fondamentale nell’esperienza lavorativa con gli uomini maltrattanti. Anna Lisa Amodeo Daniela Rubinacci Cristiano Scandurra ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2018-12-13 2018-12-13 19 10.6092/1827-9198/6023 Depressione nelle donne: un'epidemia silenziosa http://www.tema.unina.it/index.php/camerablu/article/view/6026 <p>Introduzione<br /> I dati internazionali mostrano che la depressione è la principale causa di malattia e di disabilità nelle donne.<br /> Tutti gli studi convergono sul dato che la popolazione femminile sia maggiormente a rischio rispetto a quella maschile di incorrere in un disturbo psichico ed in particolare nella depressione. Tale maggior rischio è correlato nella ricerca medica alle differenze biologiche tra uomo donna con particolare riferimento al ciclo biologico femminine considerato quale causa di più eventi depressivi (Depressione Gravidica, Post-partum, la Sindrome. Premestruale e la Depressione post-menopausale)</p><p>Obiettivo<br /> Evidenziare la presenza di pregiudizi di genere nella ricerca medica che sopravvaluta fattori di rischio biologico/genetici e sottovaluta i fattori psicosociali e socio-relazionali</p><p>Metodologia<br /> Visualizzare e confrontare le ricerche in campi diversi dalla medicina come il campo del lavoro e della violenza domestica, da cui emergono che le donne soffrono di depressione a partire dalle specifiche condizioni di contesto in cui sono immerse.</p>Risultati<br /> E' stato dimostrato dalla valutazione di studi intersettoriali a ampio raggio come la prevalenza della depressione nella popolazione femminile sia correlata a specifici fattori di rischio psico-sociali e relazionali ( stress, burn-out, violenza )<br /> <br /> Conclusioni<br /> Dai risultati emerge la necessità di una prevenzione per la depressione sensibile al genere. Essa quindi va rivolta principalmente ai soggetti più vulnerabili: ragazze adolescenti e donne (tra i 15 ei 44 anni di età). Inoltre i programmi di prevenzione dovrebbero essere incentrati su nuovi fattori di rischio legati alla vita quotidiana delle donne, essendo questi responsabili della loro scarsa salute: stress, legato al doppio lavoro e al sovraccarico familiare; burn-out relativo alla maternità, alla cura totalizzante degli altri a discapito/negazione della cura personale; violenza domestica. Elvira Reale Vittoria Sardelli Carla Cuccurese Virginia D’Angelo ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2018-12-13 2018-12-13 19 10.6092/1827-9198/6026 Le double mouvement de la différence sexuelle entre Cixous et Derrida http://www.tema.unina.it/index.php/camerablu/article/view/6027 Questo articolo esplora il legame fra la differenza sessuale e la testualità nell’opera di Hélène Cixous e Jacques Derrida. Nonostante lo studio dei processi di lettura abbia acquisito una certa importanza tanto nelle scienze umane quanto nelle scienze sociali, è ancora difficile trovare una teoria della lettura che renda conto dell’esperienza della differenza sessuale. Il mio scopo è mostrare come Cixous e Derrida leggono la differenza sessuale, invece di definire la sua essenza. Le conclusioni sottolineano l’importanza delle pratiche autobiografiche in quanto letture performative della differenza sessuale. Daniele Garritano ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2018-12-13 2018-12-13 19 10.6092/1827-9198/6027 November 25: European Psychologists’ Associations join the International Day 'Elimination of Gender Violence against women and girls' http://www.tema.unina.it/index.php/camerablu/article/view/6028 <p>L’Unione Europea ha valutato che la violenza psicologica contro le donne nelle relazioni intime colpisce il 43% della popolazione femminile insieme a violenze fisiche e sessuali il cui impatto secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità colpisce il 30% delle donne.<br />L’EFPA, la Federazione Eruropea delle Associazioni di Psicologi insieme all’ECPA ,Associazione Europea di Psicologia di Comunità e il Comitato Permanente di Psicologia di Comunità dell’EFPA si uniscono alle Nazioni Unite nel celebrare il 25 Novembre come giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne.</p> EFPA European Federation of Psychologist ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2018-12-13 2018-12-13 19 10.6092/1827-9198/6028 Genere (Contro)stereotipi nella cultura nera contemporanea. Rappresentazione e resistenza http://www.tema.unina.it/index.php/camerablu/article/view/5325 <p>Storicamente, gli afroamericani sono stati il bersaglio di rappresentazioni di genere stereotipate. Infatti, immagini degradanti e contraddittorie di femminilità e mascolinità nera sono state usate per secoli per legittimare la schiavitù e la segregazione razziale nel contesto di una società basata, almeno teoricamente, sui concetti di democrazia e meritocrazia. Di conseguenza, la sessualità nera è stata spesso ritratta come la controparte deviata della sessualità bianca normativa, e la famiglia nera è stata considerata disfunzionale in quanto non conforme al modello di famiglia bianca patriarcale.<br>Scopo del presente articolo è discutere il lavoro di artisti afroamericani contemporanei che rappresentano politiche sessuali alternative al sistema patriarcale, ma che possono tuttavia fungere da modelli sostenibili ed <em>empowering </em>nel vivere la propria sessualità e la propria identità di genere. Tramite un corpus di due testi cinematici e svariati progetti di arti visive, analizzo come rappresentazioni di mascolinità e femminilità nera non tradizionali vengano usate per dimostrare sia l’assenza di fondamento degli stereotipi sugli afroamericani, sia le problematiche del sistema patriarcale.</p> Monia Dal Checco ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2018-12-13 2018-12-13 19 10.6092/1827-9198/5325 Diventare maestra nell'Italia post-unitaria. All’origine del processo di femminilizzazione di una professione http://www.tema.unina.it/index.php/camerablu/article/view/6030 L’articolo propone una ricostruzione storico-educativa della figura della maestra elementare all’indomani dell’Unità d’Italia facendo riferimento agli aspetti fondativi della scuola italiana, ai bisogni educativi della popolazione e alla condizione femminile propria dell’Ottocento. La necessità di contrastare l’ingravescenza dell’analfabetismo comportò la necessità di reclutare una parte della popolazione nell’insegnamento delle competenze di base e quindi all’istituzione di un indirizzo di studi preparatorio per maestri e maestre, nacque così la Scuola Normale. Le donne, naturalizzate nel ruolo di madre ed educatrice, divennero le protagonisti della formazione dei fanciulli, occupando ben presto lo spazio occupazionale aperto dalla fondazione della scuola pubblica elementare. Tuttavia le scarse condizioni lavorative, la misoginia culturale di ancora gran parte dell’Italia e le caducità dell’edilizia scolastica fecero di questa professione una vocazione dedita spesso al sacrificio. Agostino Carbone ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2018-12-13 2018-12-13 19 10.6092/1827-9198/6030 Mi sento sola, tollerata e spesso maltrattata…. Il lungo fidanzamento di F. tra fascismo e guerra http://www.tema.unina.it/index.php/camerablu/article/view/6032 Una fonte inedita e preziosa: le lettere, di una giovane donna napoletana, al fidanzato negli anni 1937-1943. Si tratta di duecentotrenta missive che consentono di indagare il mondo della giovane studentessa universitaria. Ne viene fuori il suo sguardo sui conflitti familiari, i rapporti affettivi e amorosi, la sua idea di lavoro e di famiglia e, infine, il vissuto di guerra. Nei comportamenti di F. gli elementi di modernità convivono con codici culturali più tradizionali. Il fascismo rimane sullo sfondo, ma in realtà l’autoritarismo del regime si combina con il forte maschilismo della struttura familiare. E, infine, le lettere restituiscono la tragedia della guerra, che sembra cancellare ogni prospettiva di futuro. Gloria Chianese ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2018-12-13 2018-12-13 19 10.6092/1827-9198/6032 Claudia Giorleo Emanuela Abbatecola, Trans-migrazioni. Lavoro, sfruttamento e violenza di genere nei mercati globali del sesso. Rosenberg & Sellier, Torino, 2018 http://www.tema.unina.it/index.php/camerablu/article/view/5889 <p>Il testo problematizza il dibattito sullo sfruttamento sessuale delle donne migranti, costruito principalmente intorno a due posizioni contrapposte e apparentemente inconciliabili: una che legge un nesso di causalità tra prostituzione, coercizione e tratta di esseri umani (<em>anti-trafficking</em>) e l’altra che si concentra sulla possibilità che una donna decida autonomamente di vendere sesso (<em>pro-sex work</em>). L’autrice sostiene che un dibattito così polarizzato non coglie la complessità del fenomeno. È necessario, per questo, inserire il fenomeno dello sfruttamento sessuale delle donne migranti nel più ampio campo di ricerca delle migrazioni e della violenza di genere.</p> Claudia Giorleo ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2018-12-13 2018-12-13 19 10.6092/1827-9198/5889 Candida Carrino. Luride, agitate, criminali. Un secolo di internamento femminile (1850 – 1950), Roma, Carocci Editore, 2018 http://www.tema.unina.it/index.php/camerablu/article/view/6035 Candida Carrino analizza l’internamento femminile in ospedali psichiatrici italiani, tra il 1850 e il 1950. La scelta cronologica è tutt’altro che casuale, trattandosi di due date periodizzanti. Mentre la metà dell’Ottocento vede il trionfo del positivismo nelle scienze e nelle istituzioni psichiatriche, gli anni Cinquanta del Novecento, con l’introduzione degli psicofarmaci, rappresentano una svolta decisiva nelle pratiche psichiatriche e nell’immaginario della malattia psichica femminile. La principale fonte utilizzata dall’A. – la cartella clinica – consente di far emergere la complessità di relazioni sociali e di genere che entra in gioco nell’internamento psichiatrico femminile. Laura Guidi ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2018-12-13 2018-12-13 19 10.6092/1827-9198/6035 Il Ddl Pillon ‘cartina di tornasole’ degli intenti delle forze di maggioranza in materia di diritti delle donne e delle minoranze sociali http://www.tema.unina.it/index.php/camerablu/article/view/6033 In Italia, il recente Ddl Pillon “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità” e collegati mostra in modo inequivocabile l’attacco ai diritti conquistati dalle donne e dalle minoranze in materia familiare. Esso non è un “incidente di percorso”, emendabile attraverso la discussione in Commissione Giustizia, ma rappresenta al contrario, con piena evidenza, la sostanziale coincidenza sul tema dei diritti tra le forze politiche che costituiscono oggi, in Italia, la maggioranza di governo. Gabriell Ferrari Bravo ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2018-12-13 2018-12-13 19 10.6092/1827-9198/6033 Laura Conti e la guerra alla fotosintesi http://www.tema.unina.it/index.php/camerablu/article/view/6034 Partigiana, internata nel campo di Bolzano, impegnata nel PCI, eletta nel Consiglio Provinciale, Regionale e in Parlamento, Laura Conti (Udine 1921 - Milano 1993) fu tra i promotori della Lega per l’Ambiente e successivamente Presidente del Comitato scientifico di Legambiente. Dopo l’incidente di Seveso, l’ecologia e la difesa della salute e del diritto di sapere della gente furono il cuore del suo lavoro politico nell’Associazione, nel Partito, nelle Istituzioni. Parlava e scriveva di scienza in modo rigoroso e chiaro a tutti, adulti e bambini. Grande divulgatrice, ma non solo; rielaborava le tematiche biologiche ed ecologiche, con un suo contributo originale, accompagnando i saggi politici o scientifici con i romanzi, dove elaborava le emozioni della sua ricchezza percettiva di donna. Costanza Panella Valeria Fieramonte ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2018-12-13 2018-12-13 19 10.6092/1827-9198/6034