Vol 4, N° 4 (2011)

Mobilità e conflitti


Copertina

L’esercizio, la realizzazione o la previsione di insediamento di un sistema di mobilità possono generare diverse forme di conflittualità. Queste ultime possono riguardare principalmente la sfera socio-territoriale ed il rapporto fra infrastruttura (in generale grandi sistemi di trasporto e scambiatori) e collettività locale, interessata dai mutamenti territoriali indotti e esposta agli impatti che si originano per effetto del sistema di trasporto.

In prima ipotesi, è possibile identificare una serie di conflitti riconducibili a fattori quali: la tipologia di infrastruttura, la scala dell’intervento, il tipo di impatto generato, le caratteristiche delle collettività coinvolte, la distribuzione territoriale delle infrastrutture di mobilità, la tipologia di spostamento, ecc.

Il numero si pone l’obiettivo di analizzare le possibili ed eterogenee forme di conflittualità, estendendo l’approfondimento anche a forme di conflitto che possono riguardare: le procedure di concertazione, i percorsi di ricerca del consenso, ma anche gli squilibri nell’erogazione del servizio ed i conflitti indotti fra classi diverse di utenti dalle nuove politiche di gestione delle infrastrutture (per esempio considerando le nuove opportunità di spostamento offerte dalla rete A/V).

Un ruolo particolarmente rilevante va riservato alla riflessione sugli impatti, gli squilibri e le discrasie generate sul “sistema  ambiente” dalle nuove infrastrutture di mobilità che intervengono a modificare gli assetti orografici e le specificità ambientali di siti di consistente valore (territori alpini, insulari, costieri, etc.) ambientale e per i quali sussiste un forte senso di appartenenza radicato nelle comunità locali.


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